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Oh Signore, fa di me uno strumento della tua Pace: dove è odio, fa che io porti l'Amore. Dove èoffesa, ch'io porti il Perdono Dove è discordia, ch'io porti l'Unione dove è dubbio, ch'io porti la Fede dove è errore ch'io porti la Verità dove è disperazione, ch'io porti la Speranza dove è tristezza ch'io porti la Gioia dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce
Oh Maestro, fa che io non cerchi tanto : essere consolato, quanto consolare Essere compreso, quanto comprendere Essere amato, quanto amare
Poichè: Si è: dando che si riceve perdonando che si è perdonati morendo che si resuscita a Vita Eterna
S. Francesco |
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22 novembre 2004
In 3000 tra lacrime e applausi hanno salutato i Missionari
Di lacrime se ne sono viste tante ieri in chiesa Madre. I Missionari sono andati via e a salutarli ci sono state migliaia di fedeli, che si sono stretti nella Madrice per partecipare alla Messa conclusiva di Alzati e Mangia, quella Missione cittadina, sulla quale tante speranze hanno investito missionari e organizzatori e che, dopo una settimana, non ha deluso le aspettative. Le strade di Casteltermini sono state baciate da Dio in una settimana che rimarrà nel cuore di quanti per la prima volta, anche dopo anni, hanno incontrato Cristo: nella preghiera, nella confessione, nel canto, nelle parole semplici. Tanti giovani, al momento del saluto, hanno pianto senza imbarazzo, stringendosi forte a Fra’ Vittorio, a Fra’ Jimmy, a Suor Damiana e a tutti gli altri missionari. “Si ricorderanno ancora di noi?” Se lo chiedeva Morena, una giovane di Casteltermini, che all’uscita della chiesa, non riusciva a frenare il pianto. La risposta a Morena e a tutti gli altri presenti l’ hanno data i frati e le suore durante la celebrazione e nell’intrattenimento subito dopo la Messa. “Non vi lasciamo soli, non preoccupatevi”. È stata una frase che è rimbalzata in continuazione ieri mattina, pronunciata con quella fermezza che non concede dubbi. “In questi giorni siamo stati una grande famiglia – diceva Valentina, un’altra giovane della Missione – sarebbe bello se continuasse così, dipende solo da noi”. Il paesino dell’entroterra agrigentino in questi giorni è stata bagnato da un’onda di grazia, quella che ha portato in chiesa una media di duemila persone al giorno. È stato emozionante sentire certi giovani che dicevano: “Sono ancora in tempo per tornare a Dio, commetto ogni giorno tanti sbagli” e ancora “IO bestemmio potrò mai essere dei vostri?”. L’immagine che ci rimarrà dentro di questa Missione sono i tanti sorrisi gratuiti dei missionari, che hanno accolto tutta la gente di questi giorni con le braccia aperte. Non si sono stancati di ascoltare i nostri problemi, le nostre colpe, di entrare dentro le nostre case, di elargire benedizioni, di cantare, ballare, condividere ogni cosa. “Adesso tocca a noi”. Di questo si sono convinti i giovani che hanno partecipato alla Missione. Le occasioni non mancheranno. A Casteltermini ci sono diversi gruppi che operano all’interno delle parrocchie: la fraternità Gi.Fra della chiesa Madre – assistenza Cappuccini – i cui incontri, riservati ai ragazzi dai 14 anni in su, si svolgono tutti i sabati nel salone sopra la sacrestia. I Giovanissimi di Azione Cattolica, che si incontrano il sabato alle 17,30 presso l’oratorio San Filippo Neri, a due passi da piazza Duomo. Nella chiesa del Carmine, invece, i Giovani francescani – assistenza Minori, si incontrano il sabato alle 18,30 nel salone sopra la sacrestia. I Giovanissimi di Azione Cattolica si incontrano il sabato alle 16 all’oratorio Maria SS del Monte Carmelo.
Adesso tocca a voi. Lasciate sul blog i vostri commenti sulla missione, mandate pure le vostre foto all’indirizzo e-mail che trovate nella sezione “scrivimi”, le pubblicheremo presto. Buon cammino a tutti.
Potete richiedere la rassegna stampa della Missione scrivendo all’indirizzo: maristellagds@email.it
A cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 22/11/2004 alle 10:53 | |
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20 novembre 2004
Duemila fiaccole per la speranza
Un lunghissimo corteo dalla chiesa di San Francesco alla Madrice ha accompagnato la Croce del perdono
Un pellegrinaggio di perdono e speranza, che dalla parte antica di Casteltermini, la cosiddetta zona del Convento, è arrivato fino in chiesa Madre. Un itinerario simbolico,che ha portato dentro il significato del perdono e della redenzione. I giovani castelterminese hanno portato per la durata del tragitto, a turno, la croce, la stessa che è stata deposta ai piedi dell’altare della Madrice e davanti alla quale in migliaia, ieri sera, si sono inginocchiati. Un momento forte, forse quello spiritualmente più carico di intensità di tutta la Missione. Dentro la chiesetta di San Francesco e nello spiazzale vicino ieri sera si saranno contate duemila persone, che hanno preso parte alla silenziosa processione, nel corso della quale si è ripetuta tante volte quella frase liturgica che ricorda la passione di Gesù: “Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo”. È stato un clima di “purificazione” quello che si è respirato nel corso della liturgia penitenziale. Il lungo corteo si è radunato nella Madre chiesa, che tanto piena non lo era mai stata. I frati hanno dato il sacramento della riconciliazione e sono rimasti ad ascoltare i tanti presenti fino a tarda notte. Al centro c’era il Cristo morto, nell’immagine della sua Croce, che ha scaturito quell’emozione nuova di chi torna al Padre con rinnovata fede. All’ingresso della chiesa una reliquia: una pietra della Porziuncola, che in molti hanno baciato, come a volere simbolicamente accostarsi alla spiritualità francescana. Manca pochissimo alla fine della Missione francescana. Un giorno appena e i missionari torneranno alle loro missioni quotidiane. A Casteltermini c’è già un velo di malinconia, quello che si legge negli occhi dei giovani. Di quanti, soprattutto, per la prima volta di sono accostati al mistero divino, riconoscendo di essere stati sedotti da quell’amore irresistibile, che solo l’Altissimo sa dare. C’è anche speranza nei tanti sguardi di chi, in questi giorni, ha voluto condividere una gioia comune, quella che ricarica le esistenze anche quando i riflettori saranno spenti. (nella foto Fra’Giuseppe Di Fatta in un momento dell’accoglienza di ieri all’Ipia di Casteltermini)
A cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 20/11/2004 alle 10:36 | |
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18 novembre 2004
Vivere per amare gli altri: la testimonianza di vita di suor Damiana
Non è mai troppo tardi per accogliere nella propria esistenza l’amore. È quello che si è percepito ieri pomeriggio, nel salone dell’Ipia di Casteltermini. A parlare con quella semplicità che non necessita di convenevoli e che arriva diritta al cuore è stata suor Damiana, una religiosa napoletana, che presta servizio a Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Una storia come tante, quella della “piccola suora”, di quella che si sarebbe potuta trascinare nel menefreghismo di una vita, esistita e non vissuta. “Stavo per sposarmi – ci racconta suor Damiana – mancavano poco meno di due mesi al matrimonio. Il giorno in cui il mio futuro sposo ha voluto sprangarmi le serrature del suo cuore mi era arrivato a casa l’abito da sposa. Ero emozionata, ero corsa a chiamarlo per comunicargli che il vestito era bellissimo. È stato allora che lui, con sincera freddezza, mi ha detto che era finita. Che quel sogno che volevamo imparare a condividere si sarebbe interrotto proprio sul più bello. Ho ingoiato amaro una, due, tre volte. Ho capito che se volevo rialzarmi dovevo farlo subito, che avevo tutte le carte da giocarmi. Potevo vestirmi bene, farmi notare da qualche altro ragazzo, iniziare a credere che avrei potuto tenere il mondo in pugno, che tutto da quel momento acquisiva una significato nuovo, che dovevo costruire io, giorno dopo giorno. Un giorno, mentre stavo andando a lavorare, ho sentito dentro di me una frase, che non capivo bene da quali pensieri fosse stata generata. “Seguimi, ci sono tante cose vere e importanti da costruire”. Tornata a casa ho aperto la mia libreria, sono andata a cercare un libricino che un’amica mi aveva portato in regalo da Assisi. Ad ogni parola che ne leggevo, scivolavano lente e consolatorie sul mio viso delle lacrime calde. Ho trascorso un po’ di tempo a meditare su quanto mi stesse accadendo. Ho capito che Dio stava chiamandomi a qualcosa di meravigliosamente grande. Ho avuto paura, ho pensato alla tunica, al velo, ho inconsciamente chiesto a Dio di non volere tanto da me. Invece lui si era già preso tutto e io iniziavo a rendermi conto pian piano che quella era la cosa più bella che mi stesse capitando. Ne parlai a casa, i miei familiari mi guardarono a dir poco straniti. Pensavano blaterassi, si erano convinti che si trattasse di un fuoco di paglia, che sarebbe diventato da lì a poco cenere. Si sbagliavano. Sono passati quattro anni e io adesso indosso questo abito marrone che è la ragione della mia vita: non potrei desiderare nulla di più. Sono tutta di Dio e sono felice”. Nella serata di ieri i frati hanno fatto le ore piccole. Dopo la celebrazione eucaristica, davanti alla tenda, in piazza Duomo, hanno augurato ai giovani la buonanotte, con canti religiosi e leggeri, che hanno rallegrato gli oltre 3000 presenti fino a notte inoltrata. (nella foto un momento dell'animazione di ieri sera: Fra Vittorio e Fra Salvatore)
Gli appuntamenti di oggi e domani: alle 17 i missionari incontreranno la giunta, i consiglieri e gli impiegati comunali nella sede del municipio. Alle 21 in chiesa Madre ci sarà la celebrazione eucaristica. Domattina alle 6,45 sarà la volta dell’apertura della tenda. Alle 8,30 in chiesa Madre ci sarà la celebrazione eucaristica e l’esposizione del Santissimo.
A cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 18/11/2004 alle 15:35 | |
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17 novembre 2004
Una Missione di speranza
Una passeggiata nel centro storico castelterminese nei giorni di Alzati e Mangia
E’ sufficiente fare un giro per il centro storico di Casteltermini, possibilmente di mattina, per accorgersi che l’obiettivo della Missione non era un utopia, ma qualcosa di concreto che sta realizzandosi in questi giorni. Oggi i ragazzi delle scuole hanno scioperato contro la riforma scolastica e nella tarda mattinata si sono ritrovati in piazza Duomo, alcuni seduti sulla scalinata della chiesa Madre, altri sulle panchine accanto al monumento ai caduti. Insieme a loro ho visto i frati, le suore e i ragazzi delle fraternità, arrivati qui da un po’ tutta la Sicilia. Mi sono fermata qualche minuto a parlare con alcuni di loro, mentre chiacchieravano con Fra’ Vittorio. Ho preso il pretesto di mostrare uno degli articoli che ho scritto in questi giorni. Vicino a me percepivo quella sensazione tanto bella quanto strana di un entusiasmo nuovo, quello che mi contagiava quel gruppetto di ragazzi. Saranno stati in sei, forse in sette. Mentre mi avvicinavo un giovane con un auto si è accostato a uno dei ragazzi e gli ha chiesto: “Ma pure io che bestemmio e bevo posso essere dei vostri?”. Quello che avvertivo dalle poche parole di quei giovani era il desiderio di conoscere qualcosa di nuovo in grado di superare la monotonia quotidiana. In questi giorni, a Casteltermini, è questa l’aria che si respira: di cose nuove e belle. Di acquisite certezze, che ci si augura non si disperdano nel tempo e nel qualunquismo. C’è l’entusiasmo di una gioia dilagante, fatta di cose semplici: canti, balli, parole che toccano il cuore. Sono le frasi che i giovani desiderano sentirsi pronunciare: “Non siamo soli in questo cammino, a volte tortuoso, che è la vita”, “L’amore riesce a fare ogni cosa, molto di più della fama e delle ricchezze”, “La vita è qualcosa di immensamente prezioso per rischiare di viverla invano, senza essere riusciti a sorriderle di cuore”. Sono parole che acquisiscono un significato nuovo, differente dal consueto turbinio di frasi fatte. Sono pronunciate con la consapevolezza di chi ha fatto della propria vita una condivisione continua. Il sentimento più bello di questi giorni è la speranza. Quella luce nuova che sto leggendo negli occhi dei ragazzi che affollano l’Ipia, tutti i giorni, puntuali, alle 18. Fanno la corsa per andare a prendere i posti nelle prime file e poi mettono sciarpe e giubbetti per conservarne di altri agli amici del cuore ritardatari. E non provano imbarazzo a cantare a squarciagola e a ballare sulle musiche francescane. Ci sono anche i fidanzati, ma pure le giovani coppie di sposati e anche i bimbi, molti dei quali piccolissimi, i cui occhi splendidi sbucano fuori dalle sciarpette pastello. C’è il desiderio di credere che qualcosa possa cambiare, che il mondo possa girare nel verso giusto anche grazie al nostro contributo. Nella foto la tenda allestita in piazza Duomo, dove tutti i giorni è possibile pregare e ricevere il sacramento della confessione.
Ecco gli appuntamenti di oggi e di domani:
Ore 18 festa incontro e catechesi all’Ipia. Ore 21 celebrazione eucaristica. Alle 6,45 di domani ci sarà l’apertura della tenda in piazza Duomo seguita da un momento di preghiera. Alle 8,30 in chiesa Madre ci sarà la celebrazione eucaristica, seguita dall’esposizione del Santissimo e dalla recita dell’Ora media. Alle 9,30 i missionari incontreranno gli studenti.
A cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 17/11/2004 alle 14:15 | |
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16 novembre 2004
In duemila ogni giorno per seguire la Missione
Di gioia a Casteltermini, in questi giorni, se ne sta respirando davvero tanta. Merito dei religiosi e laici francescani, che, da domenica, hanno portato una ventata di rinnovamento, che sta facendosi largo in mezzo al rumore costante, che si è soliti respirare dalle nostre parti. La Missione cittadina è arrivata al suo secondo giorno, ma sta coinvolgendo una media quotidiana di oltre duemila persone. All’Ipia, ieri pomeriggio, le sedie erano tutte piene e i giovani hanno assistito fino alla fine all’incontro di formazione catechistica, intrattenuto dai Frati Minori. A Casteltermini i francescani sono arrivati in quaranta, provenienti da varie parti della Sicilia, ,ma anche da Assisi e da Roma. Quello che i missionari stanno facendo in questi giorni è un’opera capillare di evangelizzazione, rivolta alle famiglie, agli adulti, ma in particolare ai giovani. “Un momento di grazia – come spiega Fra’ Carmelo Paolo Latteri, responsabile regionale dei Frati Minori - . Noi portiamo l’annuncio divino e vogliamo farlo nella maniera più semplice e diretta, cercando i giovani nei loro luoghi”. Stamattina il gruppo missionario è stato ospite del liceo scientifico Madre Teresa di Calcutta. I ragazzi, dapprima curiosi e forse un po’ restii, hanno quasi subito sciolto il ghiaccio, aiutati dai canti, intonati da Fra Giuseppe Di Fatta e da Fra Vittorio Avveduto, i due musicisti della Missione. Nel giro di pochi minuti il liceo castelterminese si è trasformato in un vero e proprio auditorium, dove si sono fatte largo speranza e allegria, nelle veste semplice ma mai banale della condivisione. Vedere gli occhi degli studenti castelterminesi è stato come riflettersi nella consapevolezza, mai ingenua, che c’è ancora tanto da poter fare e tanti sentimenti autentici su cui puntare, nelle frenetiche corse delle quotidianità di ciascuno di noi. Proprio al liceo abbiamo conosciuto suor Damiana, che arriva da Assisi, dove svolge il suo servizio religioso. Ci siamo fermate a parlare per pochi minuti, quelli che sono bastati per edificarsi. Suor Damiana ci ha colpiti: piccola di statura,ma incisiva nelle sue parole e con negli occhi il sole di chi è fermamente innamorato di Dio. Quando l’incontro è finito i ragazzi sembrava volessero ricominciare daccapo, con i canti e le riflessioni semplici, in grado di arrivare fino al cuore. Gli appuntamenti di oggi: ore 18 istituto Ipia, accoglienza e catechesi. Ore 21 celbrazione eucaristica in chiesa Madre.
A cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 16/11/2004 alle 14:30 | |
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15 novembre 2004
E' partita la Missione cittadina
In mille sotto la pioggia ad aspettare i francescani

La pioggia battente non ha fermato i trenta religiosi francescani, che sono arrivati ieri a Casteltermini, nell’entroterra agrigentino, in occasione della Missione regionale di evangelizzazione. Ad accogliere i francescani, arrivati un po’ da tutta la Sicilia, circa duemila persone, che da via Bonfiglio, insieme alle autorità, hanno dato il benvenuto a quelli che saranno degli ospiti fissi per una settimana intera. Per inaugurare l’evento è stata celebrata, in chiesa Madre, da don Salvatore Muratore, vicario del Vescovo di Agrigento, una celebrazione eucaristica solenne, nel corso della quale i missionari hanno ricevuto il mandato, nella simbolica forma di una piccola croce. La missione si prolungherà fino al 21 prossimo e sarà riservata ai giovani, ai meno giovani e alle famiglie.“Alzati e mangia” è il titolo della settimana, nel corso della quale spiritualità, ma anche musica e animazione si fonderanno, nell’intento di portare un messaggio di fede in mezzo alla gente. I sette giorni saranno dedicati, soprattutto, alla sensibilizzazione dei giovani, che per l’occasione saranno “cercati” dai Frati francescani direttamente nei loro luoghi: scuole, pub e angoli ricreativi. “Quello che vogliamo fare in questi sette giorni – dice Fra Vittorio Avveduto – uno dei frati Minori che animeranno l’iniziativa – è quello di portare l’annuncio di Dio nella maniera più semplice e diretta. Ci serviremo della musica e delle parole semplici, che San Francesco ci ha insegnato”. L’evento religioso, è stato organizzato dalle due fraternità Gi.Fra di Casteltermini, inizia domenica. Nel corso della settimana sono previsti incontri di catechesi, nel pomeriggio, presso l’istituto Ipia, di via Macello. Alle 21, tutti i giorni, sarà celebrata in chiesa Madre la liturgia eucaristica, seguita dal saluto musicale conclusivo, che sarà in piazza Duomo. Sabato 20 ci sarà il pellegrinaggio mariano, che attraverserà le vie principali del paese. La conclusione della Missione sarà domenica 21, con una solenne Messa, che sarà celebrata alle 11 in chiesa Madre.
a cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 15/11/2004 alle 13:6 | |
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10 novembre 2004
La Missione minuto per minuto
Ecco il programma della settimana di evangelizzazione
“Pietre vive per costruire un edificio santo”. È un ritornello che rimbalza ancora nei pensieri dei giovani del 92’. Era l’anno della Missione francescana, che seminò conversioni e gioia in quanti, durante quegli otto giorni, avevano deciso di realizzare la condivisione di un grande messaggio. Di anni ne sono passati poco più di dodici e a Casteltermini la Missione ritorna, in mezzo all’entusiasmo e una preparazione che da mesi interessa le due fraternità Gi.Fra del centro montano, quella della chiesa Madre e quella della parrocchia del Carmine, che hanno promosso l’evento. “Alzati e mangia” è questo il titolo dell’evangelizzazione francescana, che inizierà il 14 novembre prossimo e si prolungherà fino al 21. Una frase semplice, che per giorni ha sollecitato la curiosità dei castelterminesi, che hanno visto queste tre parole rincorrersi sulle mura del paese. È un pensiero che spiega esattamente lo scopo della settimana di evangelizzazione. Quello a cui si fa riferimento è il desiderio di sentimenti autentici in grado di saziare la costante insoddisfazione degli uomini di fronte alla vita e al costante rumore, che spesso non consente di sentire neppure la propria voce. Una fame che solo l’Altissimo può soddisfare, con la sua opera salvifica, che l’uomo deve permettergli di compiere nella propria esistenza. È l’invito a farsi strumenti della volontà di Dio, concedendosi con fiducioso abbandono nelle sue mani, consapevoli che la speranza in Dio non sarà mai delusa. Si tratterà di giornate intense con un programma, che prevede momenti di spiritualità, ma anche di aggregazione e catechismo, dedicati ai giovani, ai meno giovani e alle famiglie.
Il calendario degli appuntamenti è fitto. Si comincia nel pomeriggio di domenica. Alle 16,30 nella chiesa del Crocifisso, in via on. Bonfiglio, ci sarà l’accoglienza dei missionari. Alle 18 nella chiesa Madre ci sarà la messa del “Mandato”, celebrata dal vicario generale del Vescovo Don Salvatore Muratore. Alle 19,30 il primo momento di animazione con “l’annunzio gioioso”. Una processione musicale percorrerà via Vittorio Emanuele, via Sturzo e via Roma da lì in piazza Duomo dove sarà inaugurata la tenda. Da lunedì inizieranno, anche, gli incontri catechistici, riservati ai giovani e alle famiglie. Questi gli appuntamenti fissi della settimana: ore 6,45 apertura della tenda e momento di preghiera per gli studenti pendolari. Ore 7,45 sempre presso la tenda, momento di preghiera per gli studenti locali. Ore 8,30, nelle varie parrocchie e a giorni alterni ci sarà la recita delle lodi mattutine, seguita dall’esposizione del Santissimo. Ore 9,30 incontro con gli studenti. Ore 15,30 incontro con i giovani nei luoghi di aggregazione giovanile. Ore 18 presso l’istituto professionale: “Festa insieme”, ascolto e testimonianze. Ore 21, chiesa Madre, liturgia Eucaristica e buona notte in piazza Duomo. Nel programma è sono previsti, inoltre, per giovedì 18, alle 17 un incontro dei missionari con il Consiglio, la Giunta e gli impiegati comunali. Sabato, alle 20, ci sarà il pellegrinaggio mariano, che partirà dall’oratorio Don Bosco, attraverserà la vie principali del paese e arriverà fino all’Istituto professionale. Alle 22,30 in chiesa Madre ci sarà un momento di preghiera e la benedizione. La conclusione della Missione sarà domenica mattina, alle 11, con una celebrazione eucaristica sempre in chiesa Madre.
a cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 10/11/2004 alle 8:59 | |
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9 novembre 2004
E' iniziato il conto alla rovescia: tra pochi giorni parte la Missione
Mancano pochissimi giorni all'inizio della Missione cittadina a Casteltermini. Si tratterà di un forte momento di spiritualità e di evangelizzazione. Nel centro montano arriveranno in trenta, tra laici e religiosi francescani, provenienti da tutta la Sicilia. "Alzati e mangia": è questo il titolo della missione. Una frase che già da mesi si rincorre sulle mura castelterminesi e che, all'inizio, ha sollecitato la curiosità di quanti si chiedevano cosa significassero quelle frasi, apparentemente, senza senso. La fame a cui si fa riferimento, lungi dal somigliare a quella fisiologica, è in realtà il desiderio di sentimenti importanti, capaci di sovrastare il continuo rumore che la vita, quotidianamente, impone. E' fame di Dio, che degli interrogativi umani rappresenta la risoluzione. E' voglia di riscoprire la vera essenza dell'esistere, quella che non si deteriora con il tempo e che non teme le conseguenze dell'umana debolezza. "Verremo a portare un annuncio - dice Fra Vittorio Avveduto - che sarà uno dei frati ad animare l'evangelizzazione. Lo scopo di questi sette giorni sarà quello di portare per mano giovani e meno giovani alla scoperta di Dio. Ci recheremo nei posti dei ragazzi: nelle scuole, nei pub, nei luoghi di ritrovo. Saremo a loro disposizione per tutto il corso della giornata. In contraccambio ci aspettiamo che loro accolgano i nostri inviti a partecipare agli incontri catechistici, alle liturgie mattutine e serali e ai momenti di aggregazione". La Missione cittadina coinvolgerà anche le famiglie, per le quali sono stati organizzati dei particolari momenti di formazione. Presto pubblicheremo il programma dei sette giorni.
(a cura di Maristella Panepinto
| inviato da il 9/11/2004 alle 4:17 | |
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